Natalia Piccon

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L'Autore

Sono nata a Roma nel 1965, e qui vivo e lavoro. Nel 1995 conseguo la laurea in Filosofia con un indirizzo etno-antropologico all'Università “Tor Vergata” di Roma discutendo una tesi che approfondisce alcune tematiche del pensiero di Ernesto de Martino, il quale può senza dubbio essere considerato uno dei padri fondatori della ricerca storico-religiosa ed etnologica italiana. La mia collaborazione per due anni presso la Cattedra di Storia delle religioni diretta dal Prof. Marcello Massenzio e la partecipazione a diversi seminari tenuti dall’Associazione Internazionale “Ernesto de Martino” mi danno l’occasione per approfondire lo studio di alcune forme rituali del nostro sud d’Italia; ed è in tale contesto che ho l'opportunità di visionare alcuni scatti fotografici di Franco Pinna: la sua capacità di rendere, attraverso l’obiettivo fotografico, la sequenza ritmica e l’efficacia emotiva dei gesti e delle espressioni facciali del lamento funebre mi colpisce moltissimo.

Riemerge così il desiderio di dedicare una parte del mio tempo all’altra mia grande passione: la fotografia. Terminati gli studi del liceo, mio padre – che è stato regista di documentari e cortometraggi - mi regala la sua Nikkormat FT con un obiettivo 50 mm. Da questo momento tutti i miei viaggi (ma anche le passeggiate per Roma!) si trasformano in un “saper vedere” attraverso un obiettivo fotografico. Al rientro da ogni escursione proietto con un Kodak Carousel le diapositive e con mio padre discuto sugli scatti: come è posizionato l’apparecchio fotografico, l’angolo di presa, la distanza dal soggetto, le dimensioni dell’immagine, la prospettiva, la qualità e la quantità di luce, la contrapposizione e la sovrapposizione degli elementi dell’immagine, il grado di contrasto. Ma la parte più “dura” riguarda la composizione dell’immagine, dove gioca l’efficacia dello scatto fotografico e dove entrano in gioco la mia sensibilità, il mio personale gusto, la mia capacità di giudizio. Negli anni successivi questo hobby mi prende sempre di più la mano, acquisto una Nikon F3 ed incomincio a seguire corsi di fotografia per affinare gli aspetti tecnici del fotografare.

E così comprendo che per sviluppare meglio il mio senso della composizione fotografica mi torna assai utile osservare e studiare sia alcune forme di pittura astratta e semi-astratta, sia alcune forme di arte “etnografica”. Questa attrazione verso il potenziale grafico delle linee mi porta a sperimentare dei particolari processi. In fotografia, le “vere” linee sono rare e i fotografi che vogliono esplorarne le possibilità devono padroneggiare i processi di solarizzazione e di bassorilievo. In questo modo si ha la possibilità di aumentare senza limiti il contrasto, sino a raggiungere toni puri di bianco e nero. Inoltre è possibile eliminare quasi completamente i dettagli superflui. Insomma queste tecniche mi permettono di creare immagini semi-astratte e mi avvicinano sempre più alla composizione grafica.

Dalla fine del 2002 e per tutto il 2003, per una serie di circostanze familiari, passo moltissimo tempo accanto a mio figlio: a disegnare, lui ed io. E, nelle sue opere grafiche, scopro la costante possibilità di individuare una purezza di segni e di colori che sembra azzerare qualunque rimando alla rappresentazione. Da totale autodidatta decido così di provare a schizzare su piccoli pezzi di compensato tutto ciò che mi passa per la testa. E’ la fine del 2003 ed è il grande salto: acquisto una Nikon D70 e con questa reflex digitale mi getto nel mondo del computer, dei software dedicati al fotoritocco e alla grafica. Lo studio di Photoshop e di Illustrator, un lavoro paziente sulle mie immagini e soprattutto l’acquisto di una tavoletta grafica Wacom mi fanno scoprire che posso “comporre” l’immagine esattamente come è nella mia mente e come voglio; con gli strumenti informatici (hardware e software) che mi consentono di esprimere e rappresentare con una libertà illimitata ciò che sento interiormente in quel momento.

Nel 2005, il primo incarico: l’Associazione Italiana Lotta Allo Stigma (AILAS) mi commissiona la realizzazione di una serie di immagini per la descrizione e l'unione grafica delle dieci aree tematiche del suo Congresso Nazionale 2006, che si svolge all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nel 2007 presento la mia prima opera filmica "Trasparenze" all'"ABSTRACTA 2007", Mostra Internazione del Cinema Astratto, che si inaugura al Museo dell’audiovisivo della Discoteca di Stato, Roma.
Nel febbraio 2008 espongo alcune mie opere alla Fiera d’Arte Contemporanea di Innsbruck, Austria (8-11 febbraio) presso lo stand della Galleria Gnaccarini (Bologna).
A settembre-ottobre 2008 presento il mio nuovo film "Xilocopo" ad “ABSTRACTA 2008", Mostra Internazionale del Cinema Astratto che si svolge a Roma (Italia), New York (USA) e Il Cairo (Egitto).
Nel novembre 2009 una mia opera viene selezionata da Exòrma Edizioni come immagine rappresentativa per il convegno "Le muse dell'animo" sul disturbo depressivo ed espressioni artistiche che si è svolto ad Avigliano Umbro (Terni)).



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